sabato 28 gennaio 2012

Ken fidanzato perfetto

Ho visto in TV la pubblicità di un Ken che ha al suo interno un registratore: schiacciando un bottone posizionato sulla sua schiena, si può registrare una frase e, schiacciandone un altro, il bambolotto la ripete. E' anche possibile modificare la registrazione così che la voce che esce dal Ken sia più bassa, più simile a quella di un uomo adulto. Questa bambola si chiama, in italiano, "Ken fidanzato perfetto". Qualcuno dirà che è un giocattolo diseducativo; io credo che non sia dannoso per una bambina manovrare un accondiscendente principe azzurro. Molto peggio le Barbie col fisico da modelle e le mutande ricamate direttamente sul corpo, ammiccanti ma asessuate fino a che non si tratta di indossare abiti premaman su una pancia finta. Questo Ken mi piace perchè forse è un giocattolo femminista (dico "forse" perchè in realtà non so bene in cosa consista il femminismo) e perchè è la materializzazione di un mio desiderio conscio, quello di scrivere il copione ai fidanzati. Le parole infatti certe volte contano più dei fatti, o almeno non contano meno. Ma il fascino di questo Ken sta anche nel suo appellativo: "fidanzato perfetto", libera traduzione del nome originale del giocattolo, "Sweet talkin' Ken". A uno sweet talking' Ken non si possono che far ripetere frasi mielose e gentili, mentre a un Ken fidanzato perfetto si può far dire di tutto per la felicità e la soddisfazione anche della Barbie più spregiudicata. Bello. Credo che me ne comprerò uno.

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