domenica 5 agosto 2012
Una caterva di mutande
Ho cambiato l'immagine di copertina della mia pagina Facebook. Avevo voglia di colore, allora ho scelto una foto delle mie mutande stese ad asciugare. Rosa, a fiori, a righe..."una caterva di mutande", ho pensato. Caterva. Uso spesso questo termine per indicare una marea, un monte, un mucchio di cose. Stamani mi sono chiesta quale fosse la sua etimologia. Su internet ho trovato: "Nome dato dai Romani ai corpi di esercito delle nazioni barbare e più particolarmente dei Galli". Di fronte a tutta la strada che ha fatto questa parola, di bocca in bocca, di scritto in scritto, ho provato un senso di vertigine e di reverenza. Il nostro linguaggio è pieno di reperti archeologici, di frammenti di antichità, anzi, ne è per la maggior parte costituito, ma questo termine antichissimo è arrivato intatto fino al 2012 e continua a essermi d'aiuto per esprimere un concetto comune. E' stato come scoprire un piatto di epoca romana sepolto nel giardino di casa, anzi, è stato come scoprire che è di epoca romana il piatto dove ho mangiato questa sera.
mercoledì 1 agosto 2012
Melanzane ed omissioni
Francesca ci ha cucinato delle buonissime melanzane fritte da condire con una specie di salsa verde. "Quando mangio melanzane fritte mi sembra di mangiare i funghi" ho osservato, e Massimo ha detto: "Non a caso pare che tra i funghi secchi che si comprano in giro vengano messi anche dei pezzi di melanzana". Certo che pagare una melanzana a peso di porcino non è il massimo, ma, in fondo, il confine tra i due sapori è così piacevolmente incerto che non dichiarare in etichetta la presenza di sparuti pezzi di melanzana potrebbe essere considerata una omissione anzichè una bugia. Ammesso che tra omissione e bugia il confine non sia labile come tra funghi e melanzane.
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