Purtroppo ho la tendenza a dimenticare il pagamento delle bollette. Qualche settimana fa l'ENEL mi ha mandato un sollecito che non ho visto e, tornata a casa, mi sono resa conto che mi avevano abbassato la potenza. Praticamente, con qualche luce, la TV e il pc accesi (più il frigo, che sta lì e si fa i cavoli suoi indipendententemente da chi lo abita) raggiungevo il limite massimo di consumo e il contatore saltava. Dopo un primo momento di disappunto, io e le figlie abbiamo iniziato a coordinarci e a moderare i consumi elettrici: "accendo la luce in camera, spengi lì in cucina" "le mutande le laviamo a mano" "guardiamo la tv a luce spenta" "andiamo a letto prima". Il nostro adattamento è stato così efficiente che sinceramente non ci siamo accorte quando l'ENEL ci ha ripristinato la potenza originaria.
MORALE: Credo che gioverebbe a tutti se nelle nostre case disponessimo di una quantità di energia elettrica più bassa di quella che attualmente possiamo usare.
martedì 31 maggio 2011
domenica 29 maggio 2011
la terza ottava, sempre più fradicia
Con un piede dietro l'altro sulla fune
mantenendo l'equilibrio casualmente
da vertigine e paura non immune
io mi affido al tuo silenzio totalmente.
Mentre passano e ripassano le lune
non son Eva che ha fiducia nel serpente.
Quel che credo è che ho ancora da imparare
che non solamente d'acqua è fatto il mare.
mantenendo l'equilibrio casualmente
da vertigine e paura non immune
io mi affido al tuo silenzio totalmente.
Mentre passano e ripassano le lune
non son Eva che ha fiducia nel serpente.
Quel che credo è che ho ancora da imparare
che non solamente d'acqua è fatto il mare.
Studio su Lara
(da dietro le quinte) Oddio!
(le cade una pila di libri sul palco, entra in scena e inizia a raccoglierli) Accidenti! Che periodo...non me ne va bene una. Ora anche la storia dell'appartamento, ci mancava pure lo sfratto.
E poi il lavoro...
(facendo le vocine e continuando a raccogliere i libri) "Signorina avete l'ultimo di Pasolini?" "Certo, glielo trovo" - "Signorina dove trovo i libri di Moravia?" "Dritto fino al Tropico del Cancro e poi sulla destra " - "Signorina, cosa mi consiglia di leggere durante le vacanze" "Guardi, anche niente…".
E il direttore...
(facendo le vocine e continuando a raccogliere i libri) "Lara, già che è in magazzino, può portare su in negozio altre copie del Dottor Živago?" "Sì salgo" - "Lara può portare in magazzino questi volumi che non stanno vendendo?" "Sì scendo".
Sali scendi, scendi sali tutto il giorno. Ormai poi sono così tanti anni che lavoro in libreria che posso indovinare dalla faccia dei clienti quale libro mi chiederanno. (si alza, si avvicina al pubblico e indica le persone) Ecco! Lì per esempio! Una faccia da Manifesto. E lei…lei…Cent’Anni di Solitudine. E poi ancora La Noia! E…l’Artusi. E il signore lì, sì…faccia da Canne, Canne al Vento. Siete libri aperti, niente di nuovo da scoprire. Inizio a odiare questo lavoro, ma non posso mica licenziarmi. Non ora, non ancora.
(torna alla pila di libri sul pavimento) E poi c'è Fausto...speriamo che almeno la sua promessa di darmi l'appartamento vada in porto, ho già le valige pronte. Dunque...vediamo…
(posizione solenne) Avrò presto un nuovo appartamento? (si china, apre un libro a caso, legge, interpreta ciò che ha letto...)
(posizione solenne) Posso fidarmi di Fausto? (si china, apre un libro a caso, legge, interpreta ciò che ha letto...)
(posizione solenne) Ma Fausto, mica si sarà messo in testa di vivere con me? (si china, apre un libro a caso, legge, interpreta ciò che ha letto...)
(una voce da fuori la chiama al piano superiore) Sì, sì, arrivo subito...
(si alza raccogliendo la pila di libri e esce dalla scena)
musica e gratitudine
Stamani le finestre del mio soggiorno erano ancora aperte dopo aver accolto il fresco notturno. Mentre stavo lavorando al computer, ho sentito la musica di una fisarmonica provenire dalla strada. Io e Biondina ci siamo affacciate. Era un ragazzo, forse indiano, che suonava una specie di valzer. Bella la musica sotto casa. Abbiamo impacchettato degli euro nello scottex per lanciarli sotto, ma quando siamo tornate alla finestra il ragazzo si era già allontanato. A volte non si fa in tempo a essere riconoscenti.
lunedì 23 maggio 2011
Animali e viaggi
Tra ieri sera e stamani ho visto per strada due ricci investiti dalle auto. Il mio compagno di viaggi mi faceva notare come la velocità dei nostri mezzi sia spiazzante per tanti animali. Secondo me anche per noi.
Succederebbero cose irreparabili se i nostri viaggi diventassero meno immediati? Di sicuro scopriremmo che tanti spostamenti che ci sembrano indispensabili non lo sono e avremmo più tempo per riposare e per pensare.
Quando prendo un aereo o un treno superveloce non ho la sensazione che mi porti lontano nello spazio, piuttosto che tenda a trascinarmi lontano da me stessa. Io non amo i viaggi, specialmente i viaggi di piacere, e non sento lo stimolo a percorrere chilometri e chilometri alla ricerca di uno svago, un divertimento, un cibo, un posto nuovo. Il piacere che provo nel fare una scoperta o nel conoscere una persona è inversamente proporzionale alla distanza dal mio paese, dalle mie montagne, dal mio fiume, da tutto ciò che mi è familiare. Non posso negare che a volte alcuni viaggi che ho fatto mi siano piaciuti molto, ma la mia sensazione è che non sia mai dipeso da dove sono andata, bensì dalla compagnia e dalla mia tranquillità interiore.
A volte questa sedentarietà è imbarazzante e crea disagio, perchè non è facile trovare chi capisce questo mio sentire. Quasi sempre si ha la sensazione che gli altri giudichino questa tendenza allo stare fermi come una mancanza: mancanza di curiosità, mancanza di interesse, mancanza di apertura mentale. Forse si tratta di una mancanza, ma a me piace pensare che sia una mancanza genetica. In me il gene che regola la predisposizione al viaggio non è espresso. Però so arrotolare la lingua. Riesco a toccare i gomiti insieme tenendo le mani ai fianchi e non ho mai trovato nessuno che sapesse fare la stessa cosa. Ognuno ha le sue caratteristiche.
Succederebbero cose irreparabili se i nostri viaggi diventassero meno immediati? Di sicuro scopriremmo che tanti spostamenti che ci sembrano indispensabili non lo sono e avremmo più tempo per riposare e per pensare.
Quando prendo un aereo o un treno superveloce non ho la sensazione che mi porti lontano nello spazio, piuttosto che tenda a trascinarmi lontano da me stessa. Io non amo i viaggi, specialmente i viaggi di piacere, e non sento lo stimolo a percorrere chilometri e chilometri alla ricerca di uno svago, un divertimento, un cibo, un posto nuovo. Il piacere che provo nel fare una scoperta o nel conoscere una persona è inversamente proporzionale alla distanza dal mio paese, dalle mie montagne, dal mio fiume, da tutto ciò che mi è familiare. Non posso negare che a volte alcuni viaggi che ho fatto mi siano piaciuti molto, ma la mia sensazione è che non sia mai dipeso da dove sono andata, bensì dalla compagnia e dalla mia tranquillità interiore.
A volte questa sedentarietà è imbarazzante e crea disagio, perchè non è facile trovare chi capisce questo mio sentire. Quasi sempre si ha la sensazione che gli altri giudichino questa tendenza allo stare fermi come una mancanza: mancanza di curiosità, mancanza di interesse, mancanza di apertura mentale. Forse si tratta di una mancanza, ma a me piace pensare che sia una mancanza genetica. In me il gene che regola la predisposizione al viaggio non è espresso. Però so arrotolare la lingua. Riesco a toccare i gomiti insieme tenendo le mani ai fianchi e non ho mai trovato nessuno che sapesse fare la stessa cosa. Ognuno ha le sue caratteristiche.
domenica 15 maggio 2011
Naufragio, ancora un'ottava bagnata
C'è silenzio questa sera dentro casa,
solo il gatto fa rumore mentre gioca.
Sto smaniando come prigioniera evasa
che coraggio e comprensione altrui invoca.
La mia testa va a singhiozzo e poi si intasa,
la speranza si fa sempre un po' più fioca
di poter bere e saziare questa sete,
di trovare un po' di pesce nella rete.
solo il gatto fa rumore mentre gioca.
Sto smaniando come prigioniera evasa
che coraggio e comprensione altrui invoca.
La mia testa va a singhiozzo e poi si intasa,
la speranza si fa sempre un po' più fioca
di poter bere e saziare questa sete,
di trovare un po' di pesce nella rete.
venerdì 13 maggio 2011
Animali
Oggi pomeriggio dopo pranzo sono salita in macchina fino a Sereto per prendere un caffè con amici che stavano facendo un pic nic. Per la strada faceva molto caldo e non si vedeva anima viva. Almeno tre lucertole hanno attraversato la carreggiata mentre stavo passando. A testa alta, petto in fuori, coda tesa. Velocissime. Ovviamente in tre momenti e punti diversi del mio percorso. Sarebbe stato curioso vederne tre in processione, una dietro l'altra. Se rifletto bene però di incontri curiosi per strada ne ho fatti diversi in passato e quindi la possibilità di un corteo di lucertole non è da escludere in un futuro più o meno prossimo.
Vedere fagiani e cinghiali è molto comune dalle nostre parti. Di giorno i primi, con i loro voli bassi e turbinosi. Di sera i secondi, ombre scure che passono veloci lungo il ciglio della strada o intersecano il nostro cammino. I cinghiali di notte mi sembrano un incrocio inquietante tra il Bau Bau di Buzzati e gli spiriti di Myazaki. Immagino sempre di vederli girare la testa a guardare chi passa, con gli occhi allungati accesi di brace rossa, come quelli di un demone.
Una volta, di notte mi ha attraversato la strada un capriolo. A dire il vero era in mezzo all'erba sulla mia destra, mi ha guardato e poi, probabilmente abbagliato dai fari, si è buttato sotto le ruote della mia macchina. Nonostante la frenata, l'ho colpito e l'ha colpito anche l'auto che in quello stesso momento arrivava in senso contrario. Il capriolo si è comunque rialzato per poi sparire tra i cespugli sull'altro lato della carreggiata. Forse a morire in pace. E' doloroso sentire il rumore e la botta di qualcosa di vivo contro la carrozzeria. Qualcosa di vivo che non doveva essere lì. Ma forse è la strada che non doveva passare di lì o forse ero io che dovevo restare a casa quella sera.
Un pomeriggio, questo inverno, percorrevo con la mia Uno il Borro delle Cave, la strada alternativa che mi permette di arrivare da San Giovanni fino a Loro evitando il traffico e godendo della luce radente prima del tramonto. In macchina con me, mia figlia. Dietro una curva, in un punto lontano da qualsiasi abitazione, un'enorme cinta senese ci sbarra la strada. Mai vista una cinta così da vicino. Rallento, quasi mi fermo. Lentamente il maiale si sposta quel tanto da farci passare. Ci allontaniamo chiedendoci che cavolo ci facesse una cinta, con tanto di grugno, codino e cinturone bianco, in mezzo alla strada, lontano da fattorie e recinti. Stiamo ancora interrogandoci su quella presenza che, davanti a noi, intravediamo una ben più strana creatura. Una bestia un po' più grossa di un gatto, grigiastra, con il pelo raso e una lunga coda non troppo sottile. Ci precede in mezzo alla carreggiata, con un'andatura saltellante. Mia figlia balza sul sedile, emozionata per tutti questi incontri: "Mamma, un canguro!". Inizio a pensare a cosa ho bevuto a pranzo...poi riprendo lucidità e riconosco una nutria.
La cosa peggiore sono i gatti neri. Al tempo dei miei bagordi notturni, io e Elisabetta siamo rimaste ferme in mezzo al ponte di Loro intorno alle due di notte ad aspettare che qualcuno passasse prima di noi dopo che un gatto nero ci aveva attraversato la strada. A dire il vero, ora che sto scrivendo, mi viene in mente che non c'era alcuna ragione che ci impedisse di fare semplicemente inversione di marcia.
Una volta l'ho ucciso un gatto, passando con la macchina. Si è proprio infilato sotto. Mi sono fermata, sono scesa e non ho saputo fare altro che piangere e cercare qualcuno che mi aiutasse a spostare il corpicino dalla strada.
Vedere fagiani e cinghiali è molto comune dalle nostre parti. Di giorno i primi, con i loro voli bassi e turbinosi. Di sera i secondi, ombre scure che passono veloci lungo il ciglio della strada o intersecano il nostro cammino. I cinghiali di notte mi sembrano un incrocio inquietante tra il Bau Bau di Buzzati e gli spiriti di Myazaki. Immagino sempre di vederli girare la testa a guardare chi passa, con gli occhi allungati accesi di brace rossa, come quelli di un demone.
Una volta, di notte mi ha attraversato la strada un capriolo. A dire il vero era in mezzo all'erba sulla mia destra, mi ha guardato e poi, probabilmente abbagliato dai fari, si è buttato sotto le ruote della mia macchina. Nonostante la frenata, l'ho colpito e l'ha colpito anche l'auto che in quello stesso momento arrivava in senso contrario. Il capriolo si è comunque rialzato per poi sparire tra i cespugli sull'altro lato della carreggiata. Forse a morire in pace. E' doloroso sentire il rumore e la botta di qualcosa di vivo contro la carrozzeria. Qualcosa di vivo che non doveva essere lì. Ma forse è la strada che non doveva passare di lì o forse ero io che dovevo restare a casa quella sera.
Un pomeriggio, questo inverno, percorrevo con la mia Uno il Borro delle Cave, la strada alternativa che mi permette di arrivare da San Giovanni fino a Loro evitando il traffico e godendo della luce radente prima del tramonto. In macchina con me, mia figlia. Dietro una curva, in un punto lontano da qualsiasi abitazione, un'enorme cinta senese ci sbarra la strada. Mai vista una cinta così da vicino. Rallento, quasi mi fermo. Lentamente il maiale si sposta quel tanto da farci passare. Ci allontaniamo chiedendoci che cavolo ci facesse una cinta, con tanto di grugno, codino e cinturone bianco, in mezzo alla strada, lontano da fattorie e recinti. Stiamo ancora interrogandoci su quella presenza che, davanti a noi, intravediamo una ben più strana creatura. Una bestia un po' più grossa di un gatto, grigiastra, con il pelo raso e una lunga coda non troppo sottile. Ci precede in mezzo alla carreggiata, con un'andatura saltellante. Mia figlia balza sul sedile, emozionata per tutti questi incontri: "Mamma, un canguro!". Inizio a pensare a cosa ho bevuto a pranzo...poi riprendo lucidità e riconosco una nutria.
La cosa peggiore sono i gatti neri. Al tempo dei miei bagordi notturni, io e Elisabetta siamo rimaste ferme in mezzo al ponte di Loro intorno alle due di notte ad aspettare che qualcuno passasse prima di noi dopo che un gatto nero ci aveva attraversato la strada. A dire il vero, ora che sto scrivendo, mi viene in mente che non c'era alcuna ragione che ci impedisse di fare semplicemente inversione di marcia.
Una volta l'ho ucciso un gatto, passando con la macchina. Si è proprio infilato sotto. Mi sono fermata, sono scesa e non ho saputo fare altro che piangere e cercare qualcuno che mi aiutasse a spostare il corpicino dalla strada.
mercoledì 11 maggio 2011
Allo specchio
Ogni tanto la mattina, quando mi alzo, ho delle bellissime occhiaie. Mi sto affezionando a questo particolare. Spero che accadrà lo stesso con le rughe, la ciccia cadente e i capelli bianchi.
martedì 10 maggio 2011
riflessioni alla cassa
Alle casse veloci del supermercato dove vado di solito, i contanti vengono fagocitati in modo così veloce che c'è da stare attenti ad avvicinare troppo le dita.
SPURIO: Di opera non autentica, attribuita falsamente o erroneamente, apocrifo...
Pic nic di compleanno in un parco nel quartiere San Niccolò. Sotto un enorme abete, mangiamo chicken soupa senza chicken e risotto alle verdure. Angelo per paura di restare senza vino ha portato un bottiglione forse da 5 litri. Si parla tra le altre cose di ricette e della famosa zuppa scarola e fagioli, il cavallo di battaglia del nostro ospite. Angelo ricorda di quando a casa mia ha provato a cucinare la sua zuppa, ma non è rimasto soddisfatto perché l’aglio non era buono. Francesco rafforza la teoria: “E’ vero, l’aglio deve essere di qualità perché sennò può avere un fastidioso odore spurio”. La frase mi colpisce, perché non ho mai sentito usare la parola spurio nel linguaggio comune. Si usa però in statistica come termine tecnico per indicare una relazione tra due fenomeni che esiste, ma in realtà non è riconducibile a un meccanismo di causa-effetto. Cerco di spiegare questo concetto agli altri con un esempio, un po’ imbarazzata di vestire i panni della professoressa di statistica nel bel mezzo di un pic nic. Meno male che inizia a fare buio e nessuno si accorge che arrossisco. Allora, sappiamo che il fumo può provocare una data malattia. Questa è una relazione causale. Supponiamo ora di studiare se esiste una relazione tra l’abitudine di avere in tasca l’accendino e ammalarsi di quella malattia. E’ chiaro che troveremo che chi tiene in tasca l’accendino ha maggiore probabilità di ammalarsi, ma sappiamo che di fatto tenere in tasca l’accendino non è nocivo alla salute. Questa è una relazione spuria. La spiegazione ha successo, nessuno si è annoiato e il discorso riprende il suo vagabondaggio tra vino, fanta, zuppa di pollo e auguri alla festeggiata. A un certo punto arrivano due nuovi commensali. Roberta è preoccupata che la chicken soupa sia piccante come l’ultima volta e Angelo spiega che in effetti lo è perché Taylor ha usato il peperone verde. “Roberta ti chiede se il cibo è piccante e tu le rispondi di sì perché il peperone è verde. Non è certo il colore che fa il peperone piccante. Qua c’è di mezzo una relazione spuria”, dice ridendo Francesco. La lezione di statistica è andata a buon fine.
NOTA: la lezione di statistica è andata a buon fine ma io al contempo non ho fatto progressi riguardo alle caratteristiche dell’aglio. Questo tradisce la mia scarsa propensione all’apprendimento.
venerdì 6 maggio 2011
il solito, grazie! (urban poetry)
Attacco di allergia all'ufficio. Sto lavorando al bar della libreria Martelli. I passerotti entrano dalla porta, aperta sul terrazzo illuminato dal sole, per fare colazione con le briciole dei cornetti cadute sul pavimento.
Quasi ora di pranzo, è entrato un ragazzo africano. Sta facendo l'ordinazione al banco del bar. Lo vedo di spalle, camicia a righe rosse e bianca, alto, snello. Mi chiedo se ha un bel viso. Ecco che si volta...Senza occhiali non riesco a distinguere nessun tratto della sua faccia. Una macchia nera che parla con il barista.Ogni tanto un bagliore bianco di denti e il rosso della lingua. Mi viene in mente Le cheval rouge di Prevert. Ma la fame si sta facendo sentire, distolgo il pensiero e esco a prenzo con le mie quattro verità.
Quasi ora di pranzo, è entrato un ragazzo africano. Sta facendo l'ordinazione al banco del bar. Lo vedo di spalle, camicia a righe rosse e bianca, alto, snello. Mi chiedo se ha un bel viso. Ecco che si volta...Senza occhiali non riesco a distinguere nessun tratto della sua faccia. Una macchia nera che parla con il barista.Ogni tanto un bagliore bianco di denti e il rosso della lingua. Mi viene in mente Le cheval rouge di Prevert. Ma la fame si sta facendo sentire, distolgo il pensiero e esco a prenzo con le mie quattro verità.
giovedì 5 maggio 2011
Istigazione al miracolo
I bambini tendono a ripetere quello che sentono dagli adulti e più le espressioni sono misteriose, più ne sono affascinati. Mirtilla era ancora molto piccola quando capì che per attirare l'attenzione poteva dire cose colorite su quella signora vestita di azzurro che forse era una parente della nonna, dato che c'era una sua fotografia sul cassettone. Quella signora si chiamava Madonna. A dire la verità non è che gli adulti fossero così contenti quando lei diceva Madonna Così, Madonna Cosà. La nonna cercava di motivare Mirtilla a limitare le imbarazzanti esternazioni spiegando: "Non si dicono queste cose, sennò la Madonnina piange". Un pomeriggio, nonna e mamma erano in giro per il paese con Mirtilla in passeggino. Mirtilla era particolarmente silenziosa e tranquilla. La solita passeggiata, lungo la solita strada. Arrivate di fronte ad un madonnino, la statua dell'azzurra signora circondata da fiori di plastica, Mirtilla d'improvviso si sporse in avanti e a voce alta scandì chiaramente: "Madonna p...!". Mamma e nonna un po' allibite e assai sorprese la rimproverarono: "Mirtilla, non si dice!".
"VOLEVO VEDERE SE PIANGEVA DAVVERO...", rispose candidamente la bambina.
"VOLEVO VEDERE SE PIANGEVA DAVVERO...", rispose candidamente la bambina.
episodi di "figlia" vissuta :)
"Mamma mamma, oggi a scuola la maestra di religione ci ha parlato di Gesù. Giochiamo a Gesù?"
"Va bene, giochiamo"
"Si fa che io ero Giuda..."
"Mamma, oggi la maestra ci ha raccontato della vita di Gesù"
"Ah, bello. Vediamo cosa hai imparato: era sposato Gesù?"
"Oh mamma! E' morto giovane..."
"Va bene, giochiamo"
"Si fa che io ero Giuda..."
"Mamma, oggi la maestra ci ha raccontato della vita di Gesù"
"Ah, bello. Vediamo cosa hai imparato: era sposato Gesù?"
"Oh mamma! E' morto giovane..."
mercoledì 4 maggio 2011
stupore sul diretto
Ieri sono inconsapevolmente salita sul treno senza aver comprato l'abbonamento per il mese di maggio. A metà viaggio è passato il controllore. Appena l'ho visto mi sono battuta il palmo della mano sulla fronte e ho esclamato: "Oddio...ho solo l'abbonamento di aprile!" "Se ne è resa conto solo ora?" "Sì, quando l'ho vista arrivare; mi dispiace, che si fa?". Lui ha sorriso ed è passato oltre. Dovevo appuntarmi il suo numero di matricola e lasciare una nota positiva all'ufficio reclami (mi sa che l'ufficio "felicitazioni" non esiste).
domenica 1 maggio 2011
notizie dal mondo e cappuccino
non dormivo stamani, non riuscivo a dormire. sono uscita all'alba. verso le sette ho sentito il bisogno di un cappuccino. al bar la tele era accesa e mi sono cadute addosso le notizie del giorno.
prima notizia: è morto il figlio più giovane di gheddafi sotto le bombe nato, dentro la sua abitazione. obiettivo era il colonnello che pare fosse lì in quella casa, ma che si è salvato. mi sono sentita a disagio. è imbarazzante che ci sia una guerra così vicina a noi e che io riceva notizie dal fronte mentre bevo comodamente il cappuccino al bar. è imbarazzante che io abbia lasciato che il mio paese partecipasse a questa guerra. è imbarazzante essere messi di fronte alla propria impassività, mentre si beve impassivamente il cappuccino.
seconda notizia: papa woitila beato...ho pensato alla barzelletta: "che ci fa un pulcino vestito da frate?" "padre pio". blasfemi si nasce o si diventa? io forse lo sono diventata. fino a 10 anni andavo in chiesa ogni giorno a dire il rosario prima della messa del pomeriggio. poi piano piano la svolta. però mi sono anche ricordata di quando da bambina, leggendo le intenzioni durante un funerale, invece di dire: "tu, gesù, che hai PIANTO sulla tomba del tuo amico lazzaro", ho letto: "tu, gesù, che hai PIANTATO sulla tomba del tuo amico lazzaro...". per un po' sono rimasta inebetita davanti a microfono e leggio ad aspettare un complemento oggetto che non arrivava, poi ho capito che nessuno aveva piantato nulla e non riuscivo a trattenere le risate. forse qualcuno nasce con una sana predisposizione alla blasfemia.
terza notizia: negozi aperti in molte città oggi, festa dei lavoratori. polemiche e cortei. credo che ogni lavoratore dovrebbe festeggiare la sua festa come meglio crede, anche lavorando. che ognuno sia libero di santificare o non santificare le feste come vuole. io sono per l'albero di natale, non mi piace il presepe, non compro uova di pasqua, non mi piace la festa della donna ma sono contenta se mi regalano la mimosa, mi intenerisce la festa della mamma, il mio compleanno è sacro, mi piace il 25 aprile perchè nel mio paese c'è la festa della trota, non capisco ferragosto e mi piacerebbe mascherarmi a carnevale anche se sono anni che non lo faccio. quasi irritante sentire certe notizie inutili mentre si beve il cappuccino.
prima notizia: è morto il figlio più giovane di gheddafi sotto le bombe nato, dentro la sua abitazione. obiettivo era il colonnello che pare fosse lì in quella casa, ma che si è salvato. mi sono sentita a disagio. è imbarazzante che ci sia una guerra così vicina a noi e che io riceva notizie dal fronte mentre bevo comodamente il cappuccino al bar. è imbarazzante che io abbia lasciato che il mio paese partecipasse a questa guerra. è imbarazzante essere messi di fronte alla propria impassività, mentre si beve impassivamente il cappuccino.
seconda notizia: papa woitila beato...ho pensato alla barzelletta: "che ci fa un pulcino vestito da frate?" "padre pio". blasfemi si nasce o si diventa? io forse lo sono diventata. fino a 10 anni andavo in chiesa ogni giorno a dire il rosario prima della messa del pomeriggio. poi piano piano la svolta. però mi sono anche ricordata di quando da bambina, leggendo le intenzioni durante un funerale, invece di dire: "tu, gesù, che hai PIANTO sulla tomba del tuo amico lazzaro", ho letto: "tu, gesù, che hai PIANTATO sulla tomba del tuo amico lazzaro...". per un po' sono rimasta inebetita davanti a microfono e leggio ad aspettare un complemento oggetto che non arrivava, poi ho capito che nessuno aveva piantato nulla e non riuscivo a trattenere le risate. forse qualcuno nasce con una sana predisposizione alla blasfemia.
terza notizia: negozi aperti in molte città oggi, festa dei lavoratori. polemiche e cortei. credo che ogni lavoratore dovrebbe festeggiare la sua festa come meglio crede, anche lavorando. che ognuno sia libero di santificare o non santificare le feste come vuole. io sono per l'albero di natale, non mi piace il presepe, non compro uova di pasqua, non mi piace la festa della donna ma sono contenta se mi regalano la mimosa, mi intenerisce la festa della mamma, il mio compleanno è sacro, mi piace il 25 aprile perchè nel mio paese c'è la festa della trota, non capisco ferragosto e mi piacerebbe mascherarmi a carnevale anche se sono anni che non lo faccio. quasi irritante sentire certe notizie inutili mentre si beve il cappuccino.
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