sabato 31 maggio 2014
A scambiar lettere
Faccio un uso abbastanza rudimentale del telefonino: non ho scaricato nessuna app e quando vado su internet non salvo mai le pagine che visito più spesso. Quindi, per navigare scrivo sempre a mano l'url con il tastierino che spunta sullo schermo. Data la vicinanza di alcune lettere e la dimensione dei tasti, mi capita spesso di sbagliare. Qualche settimana fa, per cercare gli orari dei treni, stavo andando sul sito di "tremitalia": forse era un avvertimento pre-elettorale. E l'altra mattina mi sono ritrovata a sorridere appena sveglia, quando, invece di scrivere "ilfattoquotidiano", ho scritto "ilgattoquotidiano", mentre il felino di casa, Frida, faceva le fusa assopita sulla mia pancia. L'errore ricorrente è però "favebook", un social network piuttosto curioso, specialmente se uno è toscano.
Inerzia e tinture
Sono sempre molte inerte in certe decisioni che riguardano la cura del mio aspetto fisico e del mio abbigliamento. Se vedo in un negozio un paio di scarpe che mi piacciono, sono capace di rimandare l'acquisto a quando di sicuro non avranno più il mio numero. Mi piace smaltarmi le unghie ma di solito penso "lo farò domani". Sono circa 20 anni che mi ripropongo di iniziare una qualche attività fisica per arginare il decadimento ormai alle porte. Riguardo ai capelli, i fili bianchi stanno aumentando, ma, nonostante i progetti, non vado mai dal parrucchiere per fare un colore, come, a giorni alterni, avrei invece voglia di fare. Parlando con il mio compagno di viaggi di quest'ultima inerzia, lui mi ha detto che sto bene così e che i capelli bianchi mi conferiscono l'aria sicura di chi "sta bene così come è". Quindi chi vede i miei fili bianchi si fa un'idea molto distorta di me. A volte il trucco sta nel non usare nessun trucco. Non ci avevo mai pensato.
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