sabato 28 gennaio 2012

Ken fidanzato perfetto

Ho visto in TV la pubblicità di un Ken che ha al suo interno un registratore: schiacciando un bottone posizionato sulla sua schiena, si può registrare una frase e, schiacciandone un altro, il bambolotto la ripete. E' anche possibile modificare la registrazione così che la voce che esce dal Ken sia più bassa, più simile a quella di un uomo adulto. Questa bambola si chiama, in italiano, "Ken fidanzato perfetto". Qualcuno dirà che è un giocattolo diseducativo; io credo che non sia dannoso per una bambina manovrare un accondiscendente principe azzurro. Molto peggio le Barbie col fisico da modelle e le mutande ricamate direttamente sul corpo, ammiccanti ma asessuate fino a che non si tratta di indossare abiti premaman su una pancia finta. Questo Ken mi piace perchè forse è un giocattolo femminista (dico "forse" perchè in realtà non so bene in cosa consista il femminismo) e perchè è la materializzazione di un mio desiderio conscio, quello di scrivere il copione ai fidanzati. Le parole infatti certe volte contano più dei fatti, o almeno non contano meno. Ma il fascino di questo Ken sta anche nel suo appellativo: "fidanzato perfetto", libera traduzione del nome originale del giocattolo, "Sweet talkin' Ken". A uno sweet talking' Ken non si possono che far ripetere frasi mielose e gentili, mentre a un Ken fidanzato perfetto si può far dire di tutto per la felicità e la soddisfazione anche della Barbie più spregiudicata. Bello. Credo che me ne comprerò uno.

martedì 17 gennaio 2012

Incidenti

Dovrebbero mettere un cartello con scritto attenzione sopra i water che si trovano talvolta nei locali pubblici, quelli pensati per i disabili, quelli così alti che io devo quasi arrampicarmici sopra, con la seduta fatta a C, aperta sulla parte anteriore. Quando si ha proprio tanta voglia di fare pipì può succedere che il getto vada inavvertitamente fuori da quella rientranza. A me una volta è successo di bagnarmi i gambali dei pantaloni, proprio nel bel mezzo di una riunione di lavoro. Ho cercato di lavarli per quanto possibile, poi sono rientrata dai miei colleghi con i jeans fradici, fingendo un incidente al lavandino. Per fortuna era estate, ma l'imbarazzo è stato enorme perchè l'odore di urina è piuttosto insistente e avevo l'impressione che tutti si fossero accorti dell'accaduto. Se proprio non si trovano bagni alternativi, il mio consiglio è quello di sedersi di lato, oppure, ma solo se il bisogno non è così impellente da impedire la concentrazione, studiare la direzione e modulare di conseguenza i muscoli pelvici.

Sanità

Stamani al bar ci si lamentava di malasanità. La signora bionda con gli occhiali aveva gli occhi lucidi ricordando la madre morta dopo un'operazione e il modo in cui il "luminare" le aveva comunicato che i punti avevano ceduto, come a volte accade. "Quando lo vedo in televisione, mi sale tanta rabbia" diceva. La signora rossa con gli occhiali da sole raccontava della trafila al pronto soccorso, dove ieri aveva accompagnato sua figlia adolescente. Bevendo il cappuccino ho pensato in silenzio che sono fortunata a conoscere per lavoro medici e infermieri, che possono indicarmi il percorso giusto nei meandri della sanità. Poi tornando verso casa mi sono ricordata di quando qualche anno fa un medico alto e magro mi disse senza empatia e senza espressione che mia madre sarebbe morta da lì a qualche mese e di quando poco dopo presi a calci la macchinetta del caffè al pronto soccorso dell'ospedale del Valdarno, dopo che un infermiere aveva commentato con un certo sarasmo che mio padre, in quanto a malattie, non si era fatto mancare niente.