domenica 24 febbraio 2013

Obsolescenza e pizza

Due giorni fa ho fatto la pasta per la pizza. Ne è avanzata un po' e l'ho messa in frigo senza coprirla con la pellicola trasparente, perchè io la pellicola trasparente non la compro mai. Oggi ho pensato di farne delle schiacciatine, ma mi sono accorta che la pallina di pasta si era indurita e seccata in superficie. Non potendo stenderla in quel modo, ho aggiunto un goccio di acqua calda e della farina. Come risultato ho ottenuto un impasto apparentemente morbido, ma in realtà pieno di pezzettini duri che, nonostante ce l'abbia messa tutta, non sono spariti. Bisognerebbe essere coraggiosi e buttare via la pasta della pizza quando fa la crosta, perchè altrimenti le schiacciatine saranno inesorabilmente piene di scorie obsolescenti.

sabato 23 febbraio 2013

Vigilia di elezioni

Ho letto il programma del movimento 5 stelle. Ora so che non posso votarlo. Niente sulle unioni omosessuali: tanti discorsi sul blog ma nessuna proposta nero su bianco. Poi alcuni punti contradditori: favorire la ricerca indipendente, ma anche incoraggiare l'interazione università-aziende; niente inceneritori ma sì ai biocombustibili. Infine internet: l'accesso alla rete gratuito per tutti, il telelavoro e l'abolizione degli uffici sembrano una panacea. A me tutta questa fiducia nella tecnologia fa un po' impressione; mi vengono in mente scenari fantascientifici di comunicazione a distanza e dittature wireless. Nonostante la nausea che mi coglie se penso all'attaccamento dei nostri politici alla poltrona, anche l'idea del ricambio forzato per chi ricopre incarichi pubblici mi suona un po' minacciosa. Meno male che a un certo punto il programma parla di tranquillizzanti parcheggi per biciclette. Morale: alle 23 e 57 di sabato 23 febbraio 2013, vigilia delle elezioni, non ho ancora deciso chi votare. Ci penserò domani dopo colazione.  

lunedì 4 febbraio 2013

Lavastoviglie e nostaglia

Ci sono degli odori a cui sono affezionata, come quello che esce dalla lavastoviglie quando la si apre  appena finito il ciclo di lavaggio. Quell'odore bollente e pulito mi fa tornare in mente le mie serate da cameriera al "Va' pensiero". A volte chiedevo di lavorare in "caldaia", lo stanzino di due metri per tre dove c'era la lavastoviglie, perché avevo bisogno di introspezione. Mettere e togliere i bicchieri dalle fauci di quell'elettrodomestico era quasi meditazione. La caldaia era per me luogo di raccoglimento e di silenzio, come una chiesa. Chissà se anche gli altri camerieri passavano momenti di preghiera, gocciolanti di sudore per il vapore, nello sgabuzzino davanti alle pile di bicchieri da lavare. Chissà se anche loro, come me, ora hanno una lavastoviglie a casa e provano una forma di nostalgia nel sentirne il fiato lindo e umido. Bisognerebbe poterli taggare certi odori, come le foto di classe.

domenica 3 febbraio 2013

Borsa e cappuccino

Negli ultimi mesi mi sono accorta che nella maggior parte dei bar il livello del cappuccino si è tendenzialmente abbassato. Mentre prima la schiuma di solito era a filo del bordo della tazza e talvolta formava una cupola visibile anche in sezione laterale, adesso la quantità di latte è talmente ridotta che il cappuccino sta diventando tristemente simile a un macchiato in tazza grande. La mia teoria è che la riduzione della percentuale di latte sia un effetto della crisi economica e che l'altezza del cappuccino sia pertanto associata all'indice MIB e allo spread. Chissà se domani il bar sotto casa mia aprirà in rialzo o in ribasso.