giovedì 30 giugno 2011
Perdersi
Stanotte ho fatto un sogno. Uscivo da casa ed entravo in un negozio piccolo piccolo proprio lì accanto. Nel negozio vendevano tra altre mille cose felpe grigie con la stampa di Biancaneve, ma questo non è importante. Quando ho finito di guardare tutta la merce esposta sono uscita sulla strada, ma la strada non era più quella; sono rientrata nel negozio ed ho provato a cercare un'altra porta, ma invano. Allora ho iniziato a vagare tra palazzi e cortili per ritrovare la mia abitazione. Ad un certo punto, in mezzo a questi giri estenuanti, ho visto una bambina piccola che gattonava in un giardino e che gridava alla nonna: "Nonna nonna, mi sono persa!". E la nonna rispondeva: "Per perdersi bisogna essere lontani dalla propria casa". Ma la mia casa era lì e io mi ero persa. Perdersi...ci si può perdere ovunque.
martedì 28 giugno 2011
Occhiali
Alla fine ce li avevo gli occhiali da vista, solo che erano infrenati a fili di caricabatterie e altri ninnoli dentro al mio zaino. Mi sono resa conto di averli con me quando ormai la riunione era finita e non sarebbero serviti ad altro che a rendere un po' meno nebbioso il mio ritorno in bici verso la stazione. Mi avrebbe fatto comodo indossarli mentre Francesco e Giulia presentavano il loro lavoro e mentre Gerard e Allaman scrivevano appunti sulla lavagna di carta. Invece, convinta di averli lasciati a casa, prima ho strizzato un po' gli occhi, poi ho indossato gli occhiali da sole graduati di Giulia, lenti scurissime e taglio aggressivo. La correzione non era sufficiente a colmare la mia miopia, ma meglio di niente...Certo che quando il clima alla riunione si è scaldato e mi sono ritrovata a discutere animatamente nel mio inglese poco probabile, alternato a espressioni colorite in italiano, dovevo fare un certo effetto con quegli occhiali da sole.
sabato 11 giugno 2011
Kaos (produzione estemporanea notturna con tuffo finale)
Io non so che cosa conta nella vita
se è importante avere amore o avere fama
ma senz'altro pare ai più cosa inaudita
sostener che si è confusi in ogni brama.
Io mi sveglio e a volte ho voglia di granita,
altre volte ho i desideri di ogni dama,
se qualcuno mi si tuffa nel cervello
è probabile ci trovi un gran bordello...
se è importante avere amore o avere fama
ma senz'altro pare ai più cosa inaudita
sostener che si è confusi in ogni brama.
Io mi sveglio e a volte ho voglia di granita,
altre volte ho i desideri di ogni dama,
se qualcuno mi si tuffa nel cervello
è probabile ci trovi un gran bordello...
Errori in catena di montaggio
Secondo me mi hanno montato sbagliata. Mancavano pezzi quel giorno e hanno incastrato quel che trovavano. Poteva andare peggio, ma essere fatti di avanzi non è comunque elettrizzante. Anche perchè se non si è disegnati in modo armonioso, gli sguardi degli altri si fermano sui particolari. Anche in cucina è così. Quando salta l'equilibrio degli ingredienti la lingua si distrae sull'aglio di troppo o sull'insistenza della scorza di limone. Questo non significa necessariamente che il piatto non piaccia, anzi, quel tratto febbrile di improvvisazione culinaria può illuminare anche la pietanza più scontata. Ma mettiamoci dalla parte della lasagna: il suo sforzo di essere lasagna bilanciata tra le altre lasagne bilanciate resta vanificato dall'assenza di noce moscata o da un eccesso di parmigiano. Che disdetta...
venerdì 10 giugno 2011
spurgo
Stamani stavano vuotando una fossa biologica vicino al dipartimento. La pista ciclabile era attraversata da un tubo nero che, allo scorrere dei putridi liquami, ansimava e si dimenava come un animale morente. Con una certa reverenza sono scesa dalla bici e ho scavalcato quella bestia in fin di vita. Un signore che arrivava in senso opposto le è passato sopra con le ruote. Mi aspettavo quasi un grido, un colpo di coda, uno spalancarsi di fauci, invece non è successo nulla. Ho però capito che i tubi della Giglio spurghi devono essere piuttosto resistenti e flessibili.
giovedì 9 giugno 2011
vento
correvamo con il vento in faccia, per mano verso il mare. stanchi e ridenti siamo arrivati in cima alla scogliera. mi sono spogliata e mi sono tuffata tra le onde. dalle acque agitate ho guardato in alto e ti ho chiamato con l'emozione nel cuore. il rumore del vento mi ha coperto la voce e tu non mi hai sentito.
mercoledì 8 giugno 2011
Scie
Mi piacerebbe lasciare la scia, ma non la scia bavosa di una lumaca, nemmeno la scia fumosa di un aereo. Vorrei lasciare una scia azzurra, come fossi fatta di rame. Mi è venuto in mente stamani mentre con il mio compagno di treno scendevo il sottopassaggio della stazione di Firenze per raggiungere la mia bicicletta al binario 16. Ho notato che i numeri in metallo fissati al marmo chiaro delle pareti ad indicare i binari e il passamano delle scale hanno prodotto sul muro delle scie azzurre. Chissà quanto tempo c'è voluto per creare le macchie e chissà se sono mai state lavate. Dovessi un giorno lasciare una scia azzurra, per favore non lavatela via.
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