lunedì 28 maggio 2012
Crescere
"E' per farti crescere" ha detto e io me la sono presa. Prendo sempre tutto molto alla lettera, vorrei essere più elastica. Comunque nessuno dovrebbe avere la pretesa di agire per far crescere qualcun altro, ammesso che crescere in senso astratto abbia un qualche significato. Mi piace l'erba che cresce nei prati, mi piace la vite americana che cresce nei vasi sul mio terrazzo. Mi piace quando mi accorgo che mi sono cresciuti i capelli anche se da sempre ho il desiderio latente di rasarli. Mi mordicchio le unghie quando sono troppo cresciute. Mi piace misurare Iris che cresce, facendo segni di penna sul muro azzurro della sua camera. E' un approccio sperimentale il mio: per me una cosa cresce se posso usare oggetti come un metro per capirlo. Tutto il resto è cambiamento. "E' per farti cambiare" avrebbe detto e io me la sarei presa lo stesso, ma forse qualche centimetro di meno.
mercoledì 16 maggio 2012
Ululati e libertà
La scorsa settimana ricordavo con il mio amico Gabriele il giorno in cui è nata la mia seconda figlia. Lui, insieme con altri colleghi, era venuto a trovarmi poche ore dopo il parto. Si era molto stupito di trovarmi seduta a gambe incrociate sul letto, per niente stanca o provata. "E' perchè tu sei molto vicina al tuo lato animale" ha spiegato. Io sento tantissimo i miei cicli biologici, sento l'effetto che ha su di me il tempo atmosferico e sento impetuosi i moti che coinvolgono la sfera affettiva, emozionale e fisica. La vita impostata sul lavoro inteso come attività che occupa la maggior parte del nostro tempo di veglia è per me innaturale. Se mettessimo la stessa cura e investissimo la stessa energia che investiamo nel lavoro nell'amore, nell'amicizia e nell'esercizio della libertà fisica e mentale, il mondo sarebbe più felice. I segni di quanto la società ci allontana dal nostro essere animali sono ovunque. La nostra evoluzione è ormai legata agli strumenti che inventiamo per percorrere distanze, per scrivere, per comunicare, ovvero per soddisfare tutti quei bisogni che poco hanno a che fare con l'essere creature ruspanti. Lo sviluppo delle capacità atletiche è confinato nelle palestre o comunque avviene in specifici contesti. Mi ha sempre colpito come, oltre una certa età, correre e saltare per strada sia giustificabile solo se si sta perdendo un autobus o si è inseguiti da dei malintenzionati. E non è colpa delle scarpe, perchè in tanti portano regolarmente scarpe da tennis. Anche la necessità di classificarci sulla base del modo in cui soddisfiamo i nostri bisogni primari è sintomo di quanto la società ci spinga lontano dal nostro essere animali. Omosessuali, eterosessuali, onnivori, vegetariani, vegani. Non c'è nulla di male nel definirsi in un modo o nell'altro, ma sarebbe bello non sentire la necessità di farlo, sarebbe bello nutrirsi in senso lato di quello che il nostro corpo e il nostro spirito via via ci suggeriscono. Forse la libertà si conquista abbandonando gli schemi e imparando ad ascoltare umilmente i fievoli ululati che l'animale che è in noi riesce ancora a emettere.
giovedì 10 maggio 2012
Ottava in aula
Futuri medici seduti nei banchini,
gli occhi perduti sopra i fogli quadrettati.
C'è la ragazza con la coda e gli orecchini,
ci son dei tipi coi capelli un po' sparati.
Ed io che provo a superar tutti i confini
della mia noia usando termini avventati,
spero che almeno per qualche atipico studente
la spiegazione sia un pochino divertente.
gli occhi perduti sopra i fogli quadrettati.
C'è la ragazza con la coda e gli orecchini,
ci son dei tipi coi capelli un po' sparati.
Ed io che provo a superar tutti i confini
della mia noia usando termini avventati,
spero che almeno per qualche atipico studente
la spiegazione sia un pochino divertente.
Credo
Ieri sono stata dall'estetista per la mia prima manicure e la mia terza pedicure. Mentre tendevo la mano alla ragazza seduta alla mia destra e il piede alla ragazza seduta alla mia sinistra ho scoperto dalla loro conversazione che l'attrezzo che si usa per togliere i calletti sotto la pianta dei piedi si chiama Credo. Mi hanno spiegato che Credo è la marca del rasoio più diffuso e probabilmente immesso per primo sul mercato. Ci si soffia il naso con i Kleenex, si mette a scolare il fritto sullo Scottex e ci si leviga la pianta dei piedi con il Credo. Cosa hanno in comune un'estetista e un prete? Il Credo.
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