mercoledì 29 febbraio 2012
366
Oggi sono scesa al bar sotto casa per fare colazione. C'erano pochi avventori e la ragazza che fa cappuccini ha detto che si stupiva della scarsità di clienti, perchè oggi è mercoledì, invece di solito pochi clienti ci sono il giovedì. Forse in tanti si sono dimenticati che quest'anno c'è anche il 29 febbraio, ho detto. Una signora bassa e pratica con gli incisivi radi e i capelli corti ha invece spiegato che probabilmente oggi molte persone non sono scese in paese in vista di farlo domani, che è il primo marzo e arrivano le pensioni alla posta lì vicino. Mi chiedo come si possa essere così poco poetici.
Sole
A me piace il sole quando fa la luce gialla, quando passa tra nuvole scure e resta imprigionato sotto. Meglio ancora se soffia il vento e se c'è aria di pioggia, se è primavera e se provo un senso di attesa, quasi ansia, che mi ricorda le prime giornate un po' più calde passate a guardare il passeggio dalla finestra della casa dove sono nata, con molta voglia di uscire in generale, ma poca nello specifico.
mercoledì 15 febbraio 2012
Miti
Ogni volta che troviamo una spiegazione che ci convince per qualcosa che non capiamo fino in fondo ci precludiamo la possibilità di andare oltre al mito. E' conveniente essere scettici e non affezionarsi alle proprie e alle altrui convinzioni se vogliamo comprendere ciò che ci circonda.
Mito n.1
Lungo la strada che va dal Valdarno verso Firenze c'è una grossa cisterna rotonda piena di un liquido opaco e schiumoso. Una specie di pala meccanica fissata al centro della cisterna si muove come una lancetta mescolandone il contenuto. Da quando l'ho vista la prima volta, forse prendendo uno dei miei primi treni per Firenze, ho pensato che fosse un macchinario per fare la birra. La mia curiosità si è subito spenta. Ancora oggi non so esattamente che cosa sia e a cosa serva quella cisterna.
Mito n.2
Andando in giro per campi in primavera (ma non potrei giurare che sia questa la stagione in cui il fenomeno si manifesta), si possono vedere delle piccole formazioni di schiuma bianca adagiate sugli steli dei fiori. Di solito stanno sugli steli più rigidi, nel punto in cui ci sono delle diramazioni. Fin da quando, bambina, giocavo con mia cugina nella campagna vicino al vecchio campo sportivo, ho sempre creduto che si trattasse di sputo di serpente. Non mi sono mai interrogata sulla coerenza tra la mia osservazione e la salivazione dei rettili, nè mi sono mai chiesta se questa "supposta" saliva fosse velenosa. Non so ancora da cosa sia prodotta questa schiuma.
Mito n.3
Negli anni 70, vicino alla casa dove sono nata, lungo la strada che dal comune va verso la torre dell'orologio, c'era un cartello di divieto di sosta con sotto scritto "PERMANENTE". Io passavo molto tempo a guardare la piazza dalla finestra della mia cucina e credo che quel cartello sia stata la prima cosa che sono riuscita a leggere senza l'aiuto di un adulto. Dato che proprio lì davanti, lungo la discesa che porta dal bar verso la piazza dei Maiali (così chiamata perchè un tempo ci facevano il mercato del bestiame), abitava e lavorava Gabriella, la parrucchiera di mia mamma, ho creduto per molti anni che il cartello "PERMANENTE" avesse a che fare con la sua attività.
Mito n.1
Lungo la strada che va dal Valdarno verso Firenze c'è una grossa cisterna rotonda piena di un liquido opaco e schiumoso. Una specie di pala meccanica fissata al centro della cisterna si muove come una lancetta mescolandone il contenuto. Da quando l'ho vista la prima volta, forse prendendo uno dei miei primi treni per Firenze, ho pensato che fosse un macchinario per fare la birra. La mia curiosità si è subito spenta. Ancora oggi non so esattamente che cosa sia e a cosa serva quella cisterna.
Mito n.2
Andando in giro per campi in primavera (ma non potrei giurare che sia questa la stagione in cui il fenomeno si manifesta), si possono vedere delle piccole formazioni di schiuma bianca adagiate sugli steli dei fiori. Di solito stanno sugli steli più rigidi, nel punto in cui ci sono delle diramazioni. Fin da quando, bambina, giocavo con mia cugina nella campagna vicino al vecchio campo sportivo, ho sempre creduto che si trattasse di sputo di serpente. Non mi sono mai interrogata sulla coerenza tra la mia osservazione e la salivazione dei rettili, nè mi sono mai chiesta se questa "supposta" saliva fosse velenosa. Non so ancora da cosa sia prodotta questa schiuma.
Mito n.3
Negli anni 70, vicino alla casa dove sono nata, lungo la strada che dal comune va verso la torre dell'orologio, c'era un cartello di divieto di sosta con sotto scritto "PERMANENTE". Io passavo molto tempo a guardare la piazza dalla finestra della mia cucina e credo che quel cartello sia stata la prima cosa che sono riuscita a leggere senza l'aiuto di un adulto. Dato che proprio lì davanti, lungo la discesa che porta dal bar verso la piazza dei Maiali (così chiamata perchè un tempo ci facevano il mercato del bestiame), abitava e lavorava Gabriella, la parrucchiera di mia mamma, ho creduto per molti anni che il cartello "PERMANENTE" avesse a che fare con la sua attività.
sabato 11 febbraio 2012
Ottava in sogno
In sogno. Partecipo ad un congresso sull'inquinamento atmosferico. Dopo la cena sociale mi chiedono di fare delle ottave. Io canto così:
In mezzo a quest'aria assai inquinata
non c'è certo da essere felici,
ma ho passato una bella giornata
ed ho mangiato un piatto con le alici.
E adesso resta ancora la serata,
speriamo in compagnia di questi amici;
se sono fortunata ho da sperare
che un pretendente io possa trovare.
L'ottava in sè è un po' sciocca, ma è venuta così spontanea che nel sogno penso che in sogno sono davvero brava con le rime.
In mezzo a quest'aria assai inquinata
non c'è certo da essere felici,
ma ho passato una bella giornata
ed ho mangiato un piatto con le alici.
E adesso resta ancora la serata,
speriamo in compagnia di questi amici;
se sono fortunata ho da sperare
che un pretendente io possa trovare.
L'ottava in sè è un po' sciocca, ma è venuta così spontanea che nel sogno penso che in sogno sono davvero brava con le rime.
venerdì 10 febbraio 2012
Caprifoglio
Il mio terrazzo è ancora coperto dalla neve della scorsa settimana, fatta eccezione per il vialetto largo qualche decina di centimetri che ho spalato per poter arrivare alla porta della cucina. La neve adesso è ghiacciata e ha incorporato polvere e terra. Non c'è niente di più sporco della neve quando è sporca. Vicino al tavolo di legno c'è un secchio imprigionato nel ghiaccio e poco distante uno skateboard che la neve ha immortalato in una impennata innaturale. L'ombrellone, chiuso, è inclinato verso terra, perchè il vento forte di oggi l'ha quasi divelto dalla sua base di granito. Poco fa l'ho legato con una corda ai graticci dei rampicanti in modo che non prenda il volo. Facendo il nodo ho notato con sorpresa che il caprifoglio è ancora vivo e sono stata molto attenta a non rovinarne le foglie.
Neve e procrastinazione
E' tutto il giorno che aspetto la neve, invece c'è solo un vento molto forte e qualche fiocco polveroso che per ora non attacca. Non l'aspetto perchè mi piace, l'aspetto perchè hanno detto che deve arrivare. Sono giorni che dicono che la neve sarebbe arrivata oggi e a me è entrata in circolo l'attesa. Non ho pulito casa, non ho buttato le scatole della pizza da asporto, nè il sacchetto dell'umido, non ho tolto i volantini pubblicitari dalla cassetta della posta. L'attesa vana di questa neve che non attacca accentua la mia naturale tendenza alla procrastinazione.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)