Tra ieri sera e stamani ho visto per strada due ricci investiti dalle auto. Il mio compagno di viaggi mi faceva notare come la velocità dei nostri mezzi sia spiazzante per tanti animali. Secondo me anche per noi.
Succederebbero cose irreparabili se i nostri viaggi diventassero meno immediati? Di sicuro scopriremmo che tanti spostamenti che ci sembrano indispensabili non lo sono e avremmo più tempo per riposare e per pensare.
Quando prendo un aereo o un treno superveloce non ho la sensazione che mi porti lontano nello spazio, piuttosto che tenda a trascinarmi lontano da me stessa. Io non amo i viaggi, specialmente i viaggi di piacere, e non sento lo stimolo a percorrere chilometri e chilometri alla ricerca di uno svago, un divertimento, un cibo, un posto nuovo. Il piacere che provo nel fare una scoperta o nel conoscere una persona è inversamente proporzionale alla distanza dal mio paese, dalle mie montagne, dal mio fiume, da tutto ciò che mi è familiare. Non posso negare che a volte alcuni viaggi che ho fatto mi siano piaciuti molto, ma la mia sensazione è che non sia mai dipeso da dove sono andata, bensì dalla compagnia e dalla mia tranquillità interiore.
A volte questa sedentarietà è imbarazzante e crea disagio, perchè non è facile trovare chi capisce questo mio sentire. Quasi sempre si ha la sensazione che gli altri giudichino questa tendenza allo stare fermi come una mancanza: mancanza di curiosità, mancanza di interesse, mancanza di apertura mentale. Forse si tratta di una mancanza, ma a me piace pensare che sia una mancanza genetica. In me il gene che regola la predisposizione al viaggio non è espresso. Però so arrotolare la lingua. Riesco a toccare i gomiti insieme tenendo le mani ai fianchi e non ho mai trovato nessuno che sapesse fare la stessa cosa. Ognuno ha le sue caratteristiche.
ho letto su terranuova queste tue righe, per i ricci e' la velocita unita alla non curanza per la vita altrui che li fa divenire vittime, quando abitavo in toscana mi venne voglia di fare un cartello con "Attenti al riccio" ma era piu' un mio grido che un possibile comune sentire, ma cio come si allaccia al viaggiare? Spesso, non sempre e' vero, chi viaggia fisicamente deve fuggire da se stesso sostanzialmente, e da cio che fa' durante l'anno e si sposta pensando di ricaricare la batteria in modo che possa continuare per altri 11 mesi senza nulla cambiare. Lo fa con mezzi ultrarapidi che lo spostano da un luogo conosciuto "rassicurante" o meglio abitudinario ad un altro altrettanto rassicurante dove puo'"non pensare"
RispondiEliminaandare a piedi in bici o col treno li costringerebbe pensare alla propria vita e cio che non li rassicura. questo e' il viaggiare lontano da se, il viaggiare verso di se e di conseguenza verso gli altri e' il viaggio interiore che ha moltissimi vantaggi, lo fai quando vuoi non ti affatichi nel viaggiare spendi nulla ed entri in pace con te stesso, ma come fai a spiegarlo ad altri? E come domandare al fumatore, ma hai letto quello che scrivono sul pacchetto che fumi? oppure domandare ai programmati consumatori dall'agro-chimi-farmaco ti sei mai domandato perche' questa lobby consiglia di consumare sempre di piu' latte e derivati e proteine animali? prova a guardarli negli occhi e vedrai che la disconnessione dal presente al vago e' rapidissima, quindi non sentirti sola primo sei in tua buona compagnia e se non ti bastasse ci sono altri che sentono come te quindi prova a connetterti magari via telepatica e vedrai che qualcuno rispondera'
saluto au retard
marco
Mi ha fatto tantissimo piacere leggere la tua lettera su TN. Anch'io non so spiegare con parole semplici agli altri perché non ho voglia di viaggiare e di vedere chissa quali cose lontane.Ma forse la voglia di viaggiare è inversamente proporzionale al livello di conoscenza di se stessi.Se sei vicino al tuo io, al tuo essere profondo, cerchi di essere felice qui, ora. Cerchi di vivere e assaporare il quotidiano meglio che puoi. Il viaggio ti disturba, ti allontana dal tuo centro, ti allontana dal tuo obiettivo che é amare, essere amato, vivere in pienezza anche le piccole cose. Ma forse, Michela, queste cose le possiamo dire perché magari abbiamo fatto un percorso di crescita spirituale che ci ha riportato nella nostra casa interiore e quella voglia di viaggiare, che é un po' una voglia di consumare emozioni e sensazioni, é venuta meno, ci disturba.Ed é difficile spiegare a un ragazzo di 17 anni il desiderio di pace di cui siamo alla ricerca e che i viaggi non ci interessano.Per me Michela non é una questione genetica. Sono le stagioni, le fasi della vita, i momenti che tutti attraversiamo. Anche il viaggio può servire per tornare da se stessi. Forse noi il viaggio lo stiamo facendo, senza prendere aerei e macchine, per cercare di vivere la vita 365 giorni all'anno e non il periodo di una breve vacanza.
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