mercoledì 24 agosto 2011
Notti bianche
Chiamare una notte "bianca", è piuttosto innaturale e mi fa riflettere su quanta artificialità ci sia dietro queste manifestazioni. Quanto dispendio di energia elettrica per illuminare piazze, negozi e strade fino a tarda notte. Invece di opporsi al ritmo naturale di luce e buio, dovremmmo assecondarlo. Mia mamma mi raccontava spesso delle sue serate quando era piccola. Usavano le candele per leggere, lavorare e muoversi da una stanza all'altra. Era normale andare a letto presto. Andare a dormire quando fa notte e svegliarsi quando fa giorno sarebbe una rivoluzione enorme. Mi chiedo quando e come mai il mondo occidentale si è allontanato da questa abitudine. Potremmo iniziare a recuperarla celebrando nelle nostre città delle notti buie, o, magari, festeggiando il sorgere del sole.
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Da un lato hai ragione, nella maggior parte dei casi si tratta solo di manifestazioni di facciata per coprire la 'sponsorizzazione' di attività commerciali, ma d'altro lato esistono realtà volte invece a portare allo scoperto realtà dimenticate, come nel caso di alcuni paesi del sud che attraverso le notti bianche, la presenza di stand culinari, attività ludiche, teatro e musica, si aprono al turismo, o come ancora il caso di quartieri dimenticati e borderline delle grandi città, per i quali una notte non buia e pericolosa è un prezioso riscatto.
RispondiEliminaIo amo la notte quanto il giorno e certo come te son contro le notti bianche 'commerciali', ma amo invece quelle volte a far cultura, ricordiamoci che la maggior parte delle perone di giorno lavorano, e han solo la notte per svagarsi.
Hai perfettamente ragione, ma purtroppo non è possibile andare a letto quando fa buio e svegliarsi quando fa giorno, e perché? Il lavoro, il "vizio" di tutti. Io e mio marito ogni volta che possiamo cerchiamo di farlo, ma si riduce solo al fine settimana dove non hai obblighi di orario, e in effetti vivi tutto in un altro modo, molto più rilassato, ma per continuare a farlo anche il resto dei giorni dovresti lavorare per conto tuo o addirittura non lavorare proprio.
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