mercoledì 5 settembre 2012
Ragni e fiducia
In uno dei giorni caldi di quest'agosto, prima di pranzo, sono andata con il mio compagno di viaggi a fare il bagno nella pozza del fiume Ciuffenna che chiamiamo Steccata. E' stato buffo quando mi sono accorta che un ragno che mi ero trovata sulla mano e che avevo gentilmente fatto scendere sul masso dove eravamo seduti, stava di nuovo camminando sul mio corpo. L'ho posato per la seconda volta a terra, ma lui è subito tornato a passeggiare sul mio braccio. L'ho rimesso sul masso, ma mi è ricomparso dopo poco sulla gamba e poi sui capelli e poi sulla schiena. Ho sentito l'emozione di essere stata scelta per la sua escursione. Quando il ragno mi ha guardato con quelli che mi sono sembrati almeno quattro occhi, ho pensato che si trattasse della reincarnazione di mio padre o forse del padre del mio compagno di viaggi. Ha iniziato a tessere la tela tra le mie dita e a lanciare fili dal ginocchio alla spalla e dalla spalla al polso; mi dispiaceva muovermi, sarei rimasta lì per la notte. Ho dovuto farmi forza per rivestirmi e tornare a casa.
A distanza di un mese, dopo l'aperitivo di vino bianco e crocchette di pollo sul treno locale di ritorno dal lavoro, ho capito cosa mi voleva dire chiunque fosse reincarnato in quel ragno: "Dai fiducia a chi ti sta accanto, la peggior cosa che ti può accadere è di essere gentilmente riappoggiata a terra".
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