lunedì 4 febbraio 2013
Lavastoviglie e nostaglia
Ci sono degli odori a cui sono affezionata, come quello che esce dalla lavastoviglie quando la si apre appena finito il ciclo di lavaggio. Quell'odore bollente e pulito mi fa tornare in mente le mie serate da cameriera al "Va' pensiero". A volte chiedevo di lavorare in "caldaia", lo stanzino di due metri per tre dove c'era la lavastoviglie, perché avevo bisogno di introspezione. Mettere e togliere i bicchieri dalle fauci di quell'elettrodomestico era quasi meditazione. La caldaia era per me luogo di raccoglimento e di silenzio, come una chiesa. Chissà se anche gli altri camerieri passavano momenti di preghiera, gocciolanti di sudore per il vapore, nello sgabuzzino davanti alle pile di bicchieri da lavare. Chissà se anche loro, come me, ora hanno una lavastoviglie a casa e provano una forma di nostalgia nel sentirne il fiato lindo e umido. Bisognerebbe poterli taggare certi odori, come le foto di classe.
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