giovedì 3 aprile 2014
Contraddizioni e gatti molto neri
Stasera sono uscita con Cinzia; siamo andate a cena a Gravanella, sulla Setteponti. Tornando a casa, da sola in auto, prima del ponte sulla curva a Malva, un gatto molto nero mi ha attraversato la strada. Mi sono fermata. Sono rimasta un po' in attesa di macchine che da una direzione o dall'altra rompessero il muro impalpabile che mi trovavo davanti e mi sono resa conto che la setteponti di giovedì sera alle 11 e mezzo è veramente poco trafficata. Allora ho valutato se un gesto scamantico di qualche tipo potesse darmi la forza di ripartire, ma non me ne è venuto in mente nessuno (in realtà ne ho una collezione, ma non vanno bene sempre). Così ho fatto inversione di marcia e sono passata da una via alternativa: sono scesa verso Persignano, sono arrivata al Borro delle Cave, da lì sono risalita verso la Penna e poi verso Loro. Ho percorso diversi chilometri in più per arrivare a casa, ma mi sono goduta una via che da tanto non percorrevo e soprattutto mi sono sentita libera di essere superstiziosa. Di solito bisogna mascherare certi comportamenti che vengono giudicati eccentrici o sconvenienti, specialmente se si bazzicano per lavoro le materie scientifiche e di conseguenza si è vinto il bollino della razionalità. Tocca far finta di nulla e inventarsi antidoti che non danno nell'occhio se qualcuno mette il pane a pancia in giù o il cappello sul letto, se si versa l'olio o se cade il sale. Stasera non è andata così. Evviva le contraddizioni, sono loro che ci tengono in vita.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Evviva i cessi, sian benedetti, evviva i bagni, le toilettes ei gabinetti e... i gatti neri, se ti han fatto riprender la penna (anzi la tastiera) in mano. Un abbraccione,
RispondiEliminaAlfre