martedì 10 maggio 2011

SPURIO: Di opera non autentica, attribuita falsamente o erroneamente, apocrifo...


Pic nic di compleanno in un parco nel quartiere San Niccolò. Sotto un enorme abete, mangiamo chicken soupa senza chicken e risotto alle verdure. Angelo per paura di restare senza vino ha portato un bottiglione forse da 5 litri. Si parla tra le altre cose  di ricette e della famosa zuppa scarola e fagioli, il cavallo di battaglia del nostro ospite. Angelo ricorda di quando a casa mia ha provato a cucinare la sua zuppa, ma non è rimasto soddisfatto perché l’aglio non era buono. Francesco rafforza la teoria: “E’ vero, l’aglio deve essere di qualità perché sennò può avere un fastidioso odore spurio”. La frase mi colpisce, perché non ho mai sentito usare la parola spurio nel linguaggio comune. Si usa però in statistica come termine tecnico per indicare una relazione tra due fenomeni che esiste, ma in realtà non è riconducibile a un meccanismo di causa-effetto. Cerco di spiegare questo concetto agli altri con un esempio, un po’ imbarazzata di vestire i panni della professoressa di statistica nel bel mezzo di un pic nic. Meno male che inizia a fare buio e nessuno si accorge che arrossisco. Allora, sappiamo che il fumo può provocare una data malattia. Questa è una relazione causale. Supponiamo ora di studiare se esiste una relazione tra l’abitudine di avere in tasca l’accendino e ammalarsi di quella malattia. E’ chiaro che troveremo che chi tiene in tasca l’accendino ha maggiore probabilità di ammalarsi, ma sappiamo che di fatto tenere in tasca l’accendino non è nocivo alla salute. Questa è una relazione spuria. La spiegazione ha successo, nessuno si è annoiato e il discorso riprende il suo vagabondaggio tra vino, fanta, zuppa di pollo e auguri alla festeggiata. A un certo punto arrivano due nuovi commensali. Roberta è preoccupata che la chicken soupa sia piccante come l’ultima volta e Angelo spiega che in effetti lo è perché Taylor ha usato il peperone verde. “Roberta ti chiede se il cibo è piccante e tu le rispondi di sì perché il peperone è verde. Non è certo il colore che fa il peperone piccante. Qua c’è di mezzo una relazione spuria”, dice ridendo Francesco. La lezione di statistica è andata a buon fine.

NOTA: la lezione di statistica è andata a buon fine ma io al contempo non ho fatto progressi riguardo alle caratteristiche dell’aglio. Questo tradisce la mia scarsa propensione all’apprendimento.

2 commenti:

  1. Puro, spurio: sembra che puro sia buono e spurio cattivo.
    E’ sempre così?
    Per esempio: molte persone vogliono sapere subito la fine del romanzo, soprattutto del romanzo della vita che, secondo me, va letto capitolo dopo capitolo. E invece no: c’è chi vuol sapere subito se incontrerà l’anima gemella, come andrà la sua salute, cosa succederà dopo la sua morte se si reincarnerà in un sovrano o in un operaio, in un’aquila o in un lombrico. E molti fanno carte false per darsi delle risposte apparentemente “pure”.
    Allora se a queste persone si dice: “Sentite bellini! Il cerchio è tondo e il quadrato quadro e fra le due forme c’è incommensurabilità (che, detto con parole da bar sport, significa che, per ora, non esiste metro che le possa mettere in relazione)”, diamo una risposta apparentemente “spuria” ma che calza come un vestito su misura e, forse, induce ad allenarsi a vivere le incertezze ed anche a considerarle parte del fascino dell’esistenza.
    Quindi, eccezion fatta per l’aglio, che è una cosa seria, “spurio” può anche essere, se non proprio bello, almeno “uncemmale”.

    Bella però la serata con quegli amici e in quel giardino anche se, invece che sotto un abete, eravamo sotto uno splendido cedro del libano!!

    francesco

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