sabato 26 novembre 2011

Trasparenza e galline

Oggi abbiamo fatto una passeggiata lungo le balze e siamo arrivati fino da Adriano, un signore che vive da solo in una bellissima casa sperduta nella campagna. Si direbbe un luogo disabitato se non fosse per le fascine ordinate appoggiate agli alberi e per la catasta di piccoli legnetti disposta con cura sotto le finestre. Lì le galline, coscienti di essere uccelli, dormono sugli alberi. Adriano sembrava aspettarci sulla strada davanti a casa, anche se non sapeva del nostro arrivo. Ci ha invitato ad entrare. Mentre eravamo seduti al caldo nella sua cucina, ci ha rammentato la nostra ultima visita e io ho chiaramente capito che si ricordava anche di me e mi sono stupita. Ho spesso la sensazione che le persone non mi riconoscano, che per qualche ragione la mia presenza venga dimenticata o confusa con altre frequentazioni. A volte non saluto per prima per timore di obbligare gli altri a fingere un ricordo che non hanno. Oggi però non è andata così e, come le galline, mi sono accoccolata sopra un ramo.       

1 commento:

  1. Essere riconosciuti e per questo accettati è un privilegio al quale spesso non diamo importanza.

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